Unificazione delle quattro forze

L’Universo sarebbe fatto di un solo tipo di particella elementare
fondamentale.

Per unificare le quattro forze fondamentali e trovare la trasformazione dell’energia in energia a riposo, probabilmente bisogna seguire un procedimento del tutto diverso da quelli seguiti fino ad ora. Di seguito verrà descritta nei particolari la teoria sintetizzata nella prima pagina di questo articolo.

In sintesi

-Nelle forze di legame i quanti di energia verrebbero scambiati, tra una particella e l’altra, per causa del campo magnetico di ogni particella facente parte di un sistema di particelle.

-La fisica afferma: – le quattro forze fondamentali allo stesso valore di energia hanno la stessa intensità, lo stesso raggio d’azione e coesistono.

-Questo studio dimostra che le forze, e quindi le rispettive particelle trasportatrici di energia, col variare dell’energia e in presenza di resistenza dovuta a un campo magnetico o interazione tra particelle, si annullano l’una dopo l’altra unificandosi in una sola forza.

-Esperimenti di laboratorio, eseguiti per dimostrare l’esistenza di alcune particelle, dimostrano la validità di questo studio, solo per quanto riguarda la forza elettromagnetica, la nucleare debole e la nucleare forte.

-La trasformazione dell’energia in energia a riposo, secondo questa teoria, è dovuta all’ampiezza di energia di un’onda e alla resistenza subita dall’energia dell’onda. Esempio: un neutrino tau quando ha un’ampiezza abbastanza grande e attraversa un campo magnetico si trasforma in particella dotata di massa. Gli altri particolari sono descritti nella teoria.

-Nella trasformazione della nucleare forte in gravitazionale ci sono ipotesi di una certa credibilità, le quali indicano che le onde gravitazionali si otterrebbero dall’annichilazione tra i quark e antiquark, nel protone e neutrone dell’atomo, con procedimento simile all’annichilazione tra elettrone e antielettrone all’energia di 1018 gev.

Il fotone quando viene assorbito da un elettrone di un atomo in un primo momento avrebbe l’aspetto di un’increspatura, successivamente potrebbe assumere la stessa struttura del campo dell’elettrone, cioè l’energia del fotone si unificherebbe a quella del campo. Infatti, nella molecola ionizzata dell’idrogeno, i due protoni o atomi per mantenersi legati all’unico elettrone il campo di quest’ultimo dovrebbe dividersi in due parti, una parte di questo campo si sposterebbe su un protone e l’altra sull’altro protone, di conseguenza questo campo dovrebbe essere composto da pacchetti di energia. Per cui il fotone dell’elettrone, per applicare quantità di moto sull’elettrone e ciascun protone quando interagisce con il loro campo, dovrebbe assumere la stessa struttura del campo dell’elettrone. A questo punto, i campi delle forze di legame sarebbero composti da quanti di energia, sottoforma di pacchetti d’onda e quindi linee di forza di moto curvilineo chiuso. Il moto curvilineo chiuso di ogni pacchetto, che forma il campo, verrebbe causato dal campo magnetico di ogni particella interessata al legame. Due onde elettromagnetiche di piccola ampiezza per attraversarsi l’un l’altra, come se una delle due non ci fosse, indica che l’energia delle onde non è continua ma formata da parti quantizzate o piccolissimi corpuscoli. La forza viene prodotta dalla materia in moto perché f (forza) è uguale alla massa per l’accelerazione ; il campo elettrostatico dell’elettrone non ha nessun moto verso l’interno di esso, in quanto statico, e per essere soggetto a linee di forza verso l’interno della particella detta deve essere composto da parti quantizzate avente un momento angolare, che produce la forza verso l’interno dell’elettrone. Per cui, quando l’elettrone forma un dipolo elettrico oscillante con un’altra particella, alcune delle sue parti quantizzate si dispongono sotto forma di onda, cioè campo elettromagnetico, quindi le onde sarebbero composte da parti quantizzate avente un momento angolare.

La bilancia di Eotvos misura le anomalie all’interno della Terra, ciò indica che ogni massa emette energia gravitazionale.

Una parte di energia gravitazionale emessa dalla Terra, sottoforma di onde, attraversa il raggio terrestre senza essere assorbita fino a quando non si trova la condizione adatta. Le onde gravitazionali attraversano lo specchio allo stesso modo come lo attraversano i neutrini. Inoltre se tutta l’energia gravitazionale emessa da una massa verrebbe assorbita dalla massa successiva, l’intensità di attrazione sulla superficie della Terra sarebbe meno intensa ed uguale a quella della Luna. In realtà l’intensità di attrazione sulla Luna è un sesto di quella della Terra, questo confermerebbe quanto detto, cioè durante l’attrazione da parte di un’onda gravitazionale con un altro campo una parte di energia gravitazionale proseguirebbe fino a quando l’intensità della sua forza sarebbe superiore alla resistenza subita.

Un’onda attraversa un altro campo fino a quando l’intensità della sua forza supera la resistenza subita. In natura, quanto più diminuisce il disordine degli elementi che formano la materia, tanto più diminuisce la resistenza subita da essa nell’attraversare un campo. Da quanto appena detto, un neutrino di grande ampiezza per attraversare lo specchio e tutta la materia, a differenza dell’onda elettromagnetica, deve subire una resistenza minima, per cui dovrebbe avere le parti quantizzate ben ordinate. L’onda gravitazionale per attraversare lo specchio come il neutrino dovrebbe avere le parti quantizzate ordinate. Un’onda elettromagnetica quando attraversa un liquido, l’energia che interagisce, fa oscillare le particelle del liquido sommandosi all’energia di esso. Per cui, il liquido riceve quantità di moto nella stessa direzione e verso dell’onda. L’energia gravitazionale che entra in resistenza col campo che attraversa, per non applicare quantità di moto nella stessa direzione e verso dell’onda, deve avere qualche caratteristica differente dall’onda elettromagnetica. Mentre per applicare quantità di moto, cioè effetto gravitazionale, nella stessa direzione e verso opposto all’onda indica che, durante la resistenza con il campo in cui si trova l’onda gravitazionale, si dovrebbe trasformare in un’onda elettromagnetica per comportarsi simile ad essa, perdendo il bell’ordine delle parti quantizzate a causa della resistenza subita. Da quanto detto in precedenza: quanto più diminuisce il disordine delle parti quantizzate di un’onda tanto più diminuisce la resistenza incontrata nell’attraversare un campo. Per cui a causare la resistenza in un’onda, quando attraversa un campo, è il disordine delle parti quantizzate. L’onda elettromagnetica per interagire, quando attraversa un campo, subisce resistenza, quindi dovrebbe avere le parti quantizzate disordinate.

Perché le onde gravitazionali potrebbero trasformarsi in onde elettromagnetiche.

L’energia di un’onda gravitazionale quando interagisce con un’onda elettromagnetica, esercitando attrazione, si somma ad essa. Dopo che si è sommata, l’energia dell’onda elettromagnetica è di unica natura, così com’era prima, e dovrebbe essere composta da parti quantizzate. L’energia dell’onda elettromagnetica, essendo di natura unica, indica che l’energia dell’onda gravitazionale, dopo la riflessione, è identica a quella elettromagnetica, cioè parti quantizzate sottoforma di onda elettromagnetica. Per cui le onde gravitazionali dovrebbero essere fotoni in cui cambierebbe la disposizione delle parti quantizzate rispetto a quelle elettromagnetiche, cioè, probabilmente sarebbero ordinate ed attraverserebbero la materia più facilmente di quelle elettromagnetiche. Nell’annichilazione di qualsiasi tipo di particella con la rispettiva antiparticella si ottiene sempre lo stesso tipo di particella elementare, cioè fotone. Questo indica che a livello fondamentale la materia è tutta della stessa natura cioè fotoni, o pacchetti di energia, e per causa della loro ampiezza e resistenza, subita dalle proprie parti quantizzate, avrebbero subito variazione in particelle elementari. Un fotone di grande ampiezza, quando interagisce con un’altro fotone, si trasforma in elettrone e antielettrone. Nell’annichilazione tra elettrone e antielettrone se la loro energia è molto elevata, per quanto detto in precedenza, si ottengono fotoni da cui si forma il bosone neutro. Se l’elettrone e antielettrone hanno energia elevatissima quando si annichilano si ottengono fotoni da cui si formano i quark e antiquark. Questi sono esempi molto chiari di quanto detto, cioè tutte le particelle elementari sono una variazione del fotone. A secondo dell’ampiezza di energia e la presenza di resistenza alle parti quantizzate di un fotone si formerebbe una determinata particella e quindi forza corrispondente a quel valore di energia. Un neutrino quando ha ampiezza molto grande, e attraversa il campo magnetico di un rivelatore, si trasforma in particella dotata di massa. Per cui a trasformare l’energia in energia a riposo di un’onda, quando ha grande ampiezza, sarebbe la resistenza subita dal momento angolare delle parti quantizzate, causata da un campo magnetico o dalle parti quantizzate di un’altra onda in interazione, come nel caso di due fotoni in cui si ottengono elettrone e antielettrone. All’energia di 102 gev la forza elettromagnetica non coesiste con la forza nucleare debole. Infatti all’energia detta la forza elettromagnetica ha la stessa intensità della nucleare debole, per avere la stessa intensità deve avere la stessa energia, avendo la stessa energia subisce la stessa trasformazione della nucleare debole, quindi assume la stessa caratteristica della nucleare debole, cioè si forma la forza nucleare debole. A questa energia il fotone non ha più l’ampiezza da produrre la forza elettromagnetica, ma assume l’ampiezza da produrre il bosone neutro e quindi la forza nucleare debole. Lo stesso procedimento fisico si avrebbe per la formazione della forza nucleare forte e gravitazionale. Infatti all’energia di 1016 gev la nucleare debole ha la stessa intensità della nucleare forte, per avere la stessa intensità deve avere la stessa energia, avendo la stessa energia subisce la stessa trasformazione, cioè non si forma più la nucleare debole ma si forma la nucleare forte. Così anche per la forza nucleare forte in gravitazionale. A questo punto la forza gravitazionale farebbe parte della meccanica quantistica, perché si otterrebbe con lo stesso procedimento delle altre forze, per cui fa parte della unificazione delle quattro forze. Per unificazione si intende, secondo questa teoria, che le quattro forze, con l’aumentare dell’energia fino a 1018 gev, si annullano l’una dopo l’altra, cioè non esistono più e si riducono ad una sola, quella gravitazionale. Per esempio, all’energia di 1016 gev non si formerebbe più il bosone neutro, per cui scomparirebbe il fenomeno di decadimento delle particelle e non esisterebbe né la forza nucleare debole né la forza elettromagnetica, ma si formerebbero solo i quark e antiquark da cui i gluoni, quindi la forza nucleare forte. Con lo stesso procedimento si formerebbe la forza gravitazionale, annullandosi quella nucleare forte. Inoltre da quanto detto, sembra che con l’aumentare dell’energia sulle particelle e antiparticelle, dalla loro annichilazione, verrebbero prodotti pacchetti di energia di ampiezza sempre più piccola, perché gli stessi quark e antiquark che si formerebbero a 1016 gev, cioè forza nucleare forte, si formano all’energia di 100 gev, cioè a basse energie. Potrebbe essere questo il motivo per cui, all’energia di 1018 gev, le onde gravitazionali avrebbero ampiezza estremamente piccola. Probabilmente, prima che si annichilano completamente quark e antiquark nel protone e neutrone, cioè alla fine della loro annichilazione, vengono prodotti pacchetti di ampiezza trascurabilissima, che formerebbero le onde gravitazionali, in cui le parti quantizzate risulterebbero ben ordinate per causa probabilmente della presenza di campo magnetico o a causa dell’ampiezza estremamente piccola. Da quanto esposto in tutto l’articolo le onde, come per le forze, si trasformerebbero le une nelle altre per causa della variazione dei parametri a cui sono esposte. Per esempio, se alle onde elettromagnetiche, di piccolissima energia esistenti in natura, vengono ordinate le parti quantizzate, queste onde diventerebbero onde gravitazionali, quando le parti quantizzate di queste onde vanno in disordine, per causa di resistenza, si ritrasformerebbero di nuovo in onde elettromagnetiche. La trasformazione dell’energia in energia a riposo, secondo questa teoria, si ha quando la resistenza eccessiva agisce sul momento angolare delle parti quantizzate o piccoli corpuscoli di un’onda, perché essi attraversano un altro campo. Per dimostrare l’unificazione delle forze bisognerebbe aggiungere alle equazioni già note, per la unificazione della elettromagnetica in nucleare debole, il parametro della resistenza che viene causata da un campo magnetico o dalla massa e il parametro dell’intensità energetica elevata di un’onda. Bisogna aggiungere anche alcune caratteristiche alle onde. Le onde sarebbero composte da parti quantizzate, ogni parte quantizzata, per quanto detto nell’articolo, avrebbe un momento angolare composto da due forze perpendicolari tra loro che avrebbero avuto origine da un’unica forza. Sarebbero composte da parti quantizzate le onde, perché per attraversarsi le une con le altre, quando sono di piccola ampiezza, l’energia non sarebbe continua. Le parti quantizzate sarebbero piccolissimi corpuscoli che possono assumere sia la caratteristica di energia totale ( alla velocità della luce ) e sia quella di energia coesistente all’energia a riposo quando diminuisce l’intensità del loro momento angolare, cioè quantizzate. Tutto ciò che ho descritto nell’articolo, riguardo alla trasformazione dell’energia in energia a riposo, è contenuto nelle formule che seguono, in cui propongo l’aggiunta di due termini nell’equazione già nota ed è da discutere con la comunità scientifica la validità di essi.

Alla velocità della luce una massa si trasforma totalmente in energia.

Per ottenere la trasformazione della massa in energia, secondo quanto ho descritto in precedenza, all’equazione nota bisogna aggiungere alcuni termini: E = ( mc2f)/r. Per portare la massa alla velocità della luce, ed ottenere la totale trasformazione in energia, occorre fornire alla massa energia dall’esterno al sistema. Quest’energia aggiunta corrisponde a una forza, la possiamo indicare con f e trasforma l’energia del sistema, che è a riposo, in energia. L’energia aggiunta dovrebbe aumentare l’ampiezza dei pacchetti di cui è fatta la massa e di conseguenza dovrebbe aumentare l’intensità di ogni onda che forma i pacchetti. In questo modo il momento angolare con caratteristica descritta in precedenza, di ogni parte quantizzata di ogni onda, che avrebbe valore di una certa intensità e che rappresenta l’energia a riposo, quando raggiunge il valore massimo, per causa dell’energia aggiunta che è una forza, si avrebbe la trasformazione totale dell’energia a riposo in energia. A trasformare l’energia in energia a riposo sarebbe la resistenza descritta in precedenza, creata da un campo magnetico quando attraversa le parti quantizzate delle onde o la resistenza eccessiva tra parti quantizzate in interazione. Alcuni esempi che ne dimostrerebbero la validità di quanto detto. Un neutrino tau cha ha un’ampiezza abbastanza grande quando attraversa il rivelatore, quindi campo magnetico, si trasforma in particella dotata di massa. Un fotone quando ha ampiezza abbastanza grande e interagisce con una massa la sua energia riceve notevole resistenza per l’elevata intensità e si trasforma in massa. Un elettrone e un antielettrone quando si annichilano, a energia molto elevata, l’energia ottenuta si trasforma in massa, cioè quark e antiquark, a causa della resistenza incontrata dai fotoni prodotti dall’annichilazione. Allo stesso modo quando si annichilano quark e antiquark, quasi tutta la loro energia si ritrasforma di nuovo in quark e antiquark.

Per ottenere la massa dalla formula precedente possiamo ricavare m = ( Er )/( c2f ) in cui, come detto prima, occorre la resistenza creata da un campo magnetico o dall’interazione con altre onde alle parti quantizzate di ogni onda. La resistenza creata alle parti quantizzate delle onde riduce il momento angolare delle parti quantizzate, quindi si riduce la rispettiva forza elettrica e magnetica e di conseguenza la quantità di moto. Si ottiene in questo modo l’energia a riposo,cioè parti quantizzate con effetto forza ridotto e quantità di moto ridotta con la caratteristica di energia a riposo associata all’energia, cioè parti quantizzate che conservano il momento angolare, quindi forza elettrica e magnetica. Mentre l’energia del campo magnetico agisce sulle parti quantizzate delle onde l’energia indicata con f, essendo al denominatore, deve diminuire. La c2 essendo al denominatore diminuisce con l’aumentare del valore dell’energia a riposo, per cui la velocità dei pacchetti, che rappresentano l’energia a riposo associata all’energia e sono indicati con c2, diminuisce. Infatti, in un neutrino il pacchetto che ha energia a riposo maggiore dell’altro si muove a velocità inferiore a l’altro. Quanto segue serve per spiegare meglio, sia nelle formule che sulle parti quantizzate, le caratteristiche fisiche della resistenza.

Nella formula E = ( mc2f )/r, il termine r rappresenta la resistenza al moto, intorno al proprio asse, di ogni parte quantizzata dell’onda, che diminuisce per causa dell’energia aggiunta. Questo termine è la difficoltà al moto del momento angolare di ogni parte quantizzata, che aumenta con la presenza di campo magnetico tra le parti quantizzate e diminuisce quando viene aggiunta energia alle parti quantizzate che formano un’onda. Per ottenere l’energia a riposo, per quanto detto in tutto l’articolo, dalla formula precedente dobbiamo scrivere: m = ( Er )/( c2f ), cioè è necessario il termine r sia nella prima che nella seconda formula. Questo termine conserva lo stesso valore fisico, cioè resistenza, che ha nella formula E = ( mc2f )/r in quanto viene ricavato da questa formula, quando è presente il campo magnetico aumenta, quando aggiungiamo energia diminuisce. Quindi r rappresenta ancora la resistenza al moto intorno al proprio asse di ogni parte quantizzata dell’onda, causata dall’energia del campo magnetico o altro campo come detto in precedenza, cioè forza dall’esterno che in questo caso aumenta.

Da quanto detto si può dedurre: – quando la resistenza agisce sulle parti quantizzate di un’onda, in ogni parte quantizzata diminuisce il momento angolare, la forza, la quantità di moto, la velocità della parte quantizzata e di tutta l’onda. Con l’aumentare della resistenza diminuiscono tutti i valori detti, quando ogni valore detto è diventato nullo il valore massimo della resistenza non riesce più ad aumentare. Cioè, se si annulla il valore del momento angolare e quindi tutti gli’altri, la resistenza non continua ad aumentare. A questo punto è valido anche il procedimento inverso, cioè la trasformazione è reversibile perché energia-energia a riposo sono inversamente proporzionali. Per cui quando aumenta l’energia deve diminuire la resistenza al moto di ogni parte quantizzata dell’onda. Di conseguenza quando la resistenza al moto delle parti quantizzate diventa nulla i valori, intensità di momento angolare di ogni parte quantizzata, intensità di forza, quantità di moto e velocità dell’onda non sono più in grado di aumentare. Perché se un valore aumenta ( intensità del momento angolare ) e l’altro diminuisce ( resistenza al moto ) si arriva al punto che quello che diminuisce diventa nullo ed essendo di proporzionalità inversa il termine che aumenta non è più in grado di aumentare. Per cui la velocità delle onde avrebbe un limite ben definito e invalicabile, dovuto al rapporto inverso resistenza-energia, in cui la resistenza rappresenta, quindi causa, la diminuzione dei valori detti e l’energia rappresenta l’aumento degli stessi valori. Quando un fotone di grande ampiezza interagisce con un altro fotone si trasforma in particella e antiparticella, per esempio elettrone e antielettrone dotati di energia a riposo. Tutte le particelle per essere trasportate da un’onda indica che una parte di parti quantizzate del fotone, a causa della resistenza elevata subita al loro momento angolare, assume la forma di particella e un’altra parte rimane sotto forma di onda associata alla nuova particella trasportandola. Nel caso dell’elettrone tutte le linee di forza del suo campo convergono in un punto comune, per cui a produrre questo effetto dovrebbe essere una forza unica, cioè comune a tutte le parti quantizzate, che potrebbe essere il campo magnetico dell’onda. Durante la resistenza elevata subita dalle parti quantizzate dell’onda, probabilmente, il campo magnetico orienterebbe le linee di forza elettriche delle parti quantizzate in un punto comune, fino a quando avrebbe un’intensità sufficiente. Perché diminuendo il numero delle parti quantizzate con campo magnetico perpendicolare al campo elettrico dell’onda diminuirebbe la sua intensità, per cui il resto delle parti quantizzate rimarrebbe sotto forma di onda associata alla nuova particella. L’onda per trasportare la particella deve avere la stessa velocità, quindi ogni parte quantizzata di essa ha la stessa energia a riposo di quelle che formano la particella. Infatti, il pacchetto meno veloce del neutrino ha energia a riposo maggiore dell’altro pacchetto più veloce, questo indica che la velocità del pacchetto dipende dall’energia a riposo. Onda e particella trasportata, per avere la stessa velocità devono avere la stessa energia a riposo. L’energia in fisica è espressa da : E = m v2 , per cui l’energia non è altro che la materia ( massa ) in moto, che ha l’effetto di una forza, cioè, ciò che chiamiamo energia è la materia che si muove. Per quanto detto, secondo questa teoria , in modo più specifico, l’energia è l’aumento di velocità ( o intensità ) del momento angolare di ogni parte quantizzata di un’onda. Energia e energia a riposo sono inversamente proporzionali, per cui l’energia a riposo è la diminuzione di velocità ( o intensità ) del momento angolare di ogni parte quantizzata. La materia è sempre la stessa, ciò che cambia è la velocità o moto di essa. Per quanto detto in questa teoria, quando una parte quantizzata di un’onda subisce resistenza diminuisce solo il moto intorno al proprio asse, cioè l’intensità del momento angolare, che è ciò che chiamiamo energia a riposo tutto il resto rimane identico a prima, per cui non assume nessuna caratteristica di densità, cioè massa. Di conseguenza, secondo questa teoria, i neutrini non avrebbero massa, ma solo energia a riposo, che corrisponde alla riduzione del momento angolare delle parti quantizzate. Mentre, la massa, per quanto detto in precedenza, è formata dalle stesse parti quantizzate con momento angolare ridotto, che per causa di una forza comune si dispongono sotto forma di particella, quindi massa, che formano la materia comune.

Quanto segue indica che le particelle, e quindi la materia che conosciamo, si formerebbero da una sola particella elementare fondamentale.

Nell’annichilazione tra elettrone e antielettrone se la loro energia è molto elevata si forma il bosone neutro, ma prima di formarsi il bosone si formano i fotoni, per quanto detto in precedenza, per cui se uno dei fotoni ha elevata energia si trasforma in bosone. La fisica afferma che il campo di Higgs conferisce massa a tutte le particelle elementari tranne al fotone. Questo indica che il bosone neutro, come tutte le altre particelle elementari, non hanno niente a che vedere con il fotone, cioè sarebbero due cose diverse. Ma avendo detto che il fotone si trasforma in bosone, sta ad indicare che il campo di Higgs non conferisce massa a nessuna particella elementare, in quanto tutte le particelle elementari, per quanto detto in precedenza, si otterrebbero dal fotone particella elementare fondamentale. Il motivo per cui il fotone non ha massa e le altre particelle elementari hanno massa è perché sono una derivata del fotone per causa della resistenza e dell’ampiezza di energia.

Da quanto detto, in tutta la teoria, sembra che l’Universo sia fatto da un solo tipo di particella elementare fondamentale, il fotone; e a secondo dell’ampiezza di energia e la resistenza, subita dalle sue parti quantizzate, subirebbe variazione in altre particelle elementari, da cui quelle composte e così via.

In questa teoria bisogna tener conto essenzialmente della unificazione delle forze, le quali si annullerebbero l’una dopo l’altra come descritto nell’articolo e della trasformazione dell’energia in energia a riposo, gli altri particolari descritti potrebbero risultare inesatti o poco comprensibili per vari motivi.

Egidio Gerundino