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Unificazione delle quattro forze

 

In questa teoria bisogna tener conto essenzialmente della unificazione delle forze, le quali si annullerebbero l’una dopo l’altra come descritto nell’articolo e della trasformazione dell’energia in energia a riposo, gli altri particolari descritti potrebbero risultare inesatti o poco comprensibili per vari motivi, soprattutto quelli che riguardano la gravità.                                       

Per unificare le quattro forze fondamentali e trovare la trasformazione dell’energia in energia a riposo, probabilmente bisogna seguire un procedimento del tutto diverso da quelli seguiti fino ad ora.

-Secondo questa teoria, con l’aumentare dell’energia, le forze si annullano l’una dopo l’altra e si riducono ad una sola quella gravitazionale, perché le rispettive particelle non hanno più la stessa energia di prima, ma di maggiore intensità.

-In questa teoria, per quanto descritto nei dettagli in seguito, l’energia è la materia in moto, mentre l’energia a riposo è la materia in moto che subisce resistenza, cioè parti quantizzate con momento angolare ridotto di intensità. Mentre l’attrazione gravitazionale potrebbe essere mediata da particelle trasportatrici di energia gravitazionale di piccolissima intensità emesse dai componenti virtuali del protone e neutrone.

Due onde elettromagnetiche di piccola ampiezza per attraversarsi l’un l’altra, come se una delle due non ci fosse, indica che l’energia delle onde non è continua ma formata da parti quantizzate o piccolissimi corpuscoli. La forza viene prodotta dalla materia in moto perché f (forza) è uguale alla massa per l’accelerazione. L’elettrone e il suo campo elettrostatico non hanno nessun moto verso l’interno di esso, in quanto statici, e per essere soggetti a linee di forza verso l’interno della particella detta devono essere composti da parti quantizzate avente un momento angolare, che produce la forza verso l’interno dell’elettrone. Per cui, quando il campo dell’elettrone forma un dipolo elettrico oscillante con un’altra particella, le sue parti quantizzate si dispongono sotto forma di onda, cioè campo elettromagnetico, quindi le onde sarebbero composte da parti quantizzate avente un momento angolare.

 Il legame tra la materia avviene solo tramite un mezzo di comunicazione che è l’energia, lo dimostrano la forza elettromagnetica e nucleare forte. Per quanto detto in seguito nella teoria, l’energia è la materia in moto che ha effetto forza a causa del suo moto. Per cui, essendo l’energia materia in moto che ha effetto forza l’energia gravitazionale è una forza, di conseguenza la forza gravitazionale deve essere mediata da una particella con energia a riposo nulla, perché ha raggio d’azione illimitato. Nell’atomo di idrogeno c’è un debolissimo legame gravitazionale tra protone e elettrone, l’elettrone scambia continuamente il fotone con il protone durante il loro legame, quindi non può emettere contemporaneamente energia gravitazionale. Inoltre l’energia gravitazionale ha energia a riposo nulla e velocità della luce, per cui deve essere prodotta dall’annichilazione tra particelle, di conseguenza l’energia gravitazionale viene dall’interno del protone e neutrone. Questa energia viene prodotta costantemente dalla materia, per cui deve essere prodotta da particelle in continua trasformazione. Nel protone le particelle in continua trasformazione sono quark, antiquark e gluoni virtuali, i gluoni si trasformano in quark-antiquark e in altri gluoni, di conseguenza l’energia gravitazionale dovrebbe essere prodotta dall’annichilazione di quark- antiquark virtuali. Per non trasmettere quantità di moto, nella stessa direzione e verso di propagazione su qualsiasi campo, avrebbe una struttura che non interagisce con nessun tipo di particella. Mentre per trasmettere quantità di moto sulla stessa direzione e verso opposto, questa struttura, in alcune circostanze, potrebbe venir meno e l’energia gravitazionale non riuscirebbe a proseguire, per cui sarebbe costretta a riflettersi e a trasformarsi. Infatti, un fotone che si muove verso una massa eccessiva, per aumentare la sua frequenza ed ampiezza, l’energia gravitazionale deve riflettersi ed associarsi al fotone. Inoltre aumentando l’ampiezza e la frequenza del fotone aumenta l’intensità di questo, quindi l’energia gravitazionale è una forza e non una contrazione di spazio. Per associarsi a qualsiasi tipo di particella sarebbe costretta ad assumere la stessa oscillazione del campo in cui si trova, trasmettendo quantità di moto nella sua direzione e verso al campo, cioè forza gravitazionale.  Dall’annichilazione di un elettrone con un antielettrone, se hanno energia abbastanza elevata, si ottiene un fotone da cui si formano un quark e un antiquark e da uno di essi può emergere un gluone. Questa serie di trasformazioni indica che a livello fondamentale la materia è di unica specie, cioè parti quantizzate. A secondo del meccanismo a cui sono soggette le parti quantizzate si forma un tipo di particella diverso da un’altra, per esempio: le linee di forza convergenti in un punto delle parti quantizzate formano il campo dell’elettrone. Quando il campo dell’elettrone è sottoposto a un dipolo elettrico oscillante, per la presenza di una particella positiva, alcune delle linee di forza elettriche e magnetiche delle parti quantizzate del campo dell’elettrone si dispongono parallele tra loro formando le onde, quindi il fotone.  All’energia di 102 GeV la forza elettromagnetica non coesiste con la forza nucleare debole. Infatti all’energia detta la forza elettromagnetica ha la stessa intensità della nucleare debole, per avere la stessa intensità deve avere la stessa energia, avendo la stessa energia subisce la stessa trasformazione della nucleare debole, quindi assume la stessa caratteristica della nucleare debole, cioè si forma la forza nucleare debole. A questa energia il fotone non ha più l’ampiezza da produrre la forza elettromagnetica, ma assume l’ampiezza da produrre il bosone neutro e quindi la forza nucleare debole. Lo stesso procedimento fisico si avrebbe per la formazione della forza nucleare forte e gravitazionale. Infatti all’energia di 1016 GeV la nucleare debole ha la stessa intensità della nucleare forte, per avere la stessa intensità deve avere la stessa energia, avendo la stessa energia subisce la stessa trasformazione, cioè non si forma più la nucleare debole ma si forma la nucleare forte. Così anche per la forza nucleare forte in gravitazionale. A questo punto la forza gravitazionale farebbe parte della meccanica quantistica, perché si otterrebbe con lo stesso procedimento delle altre forze, per cui fa parte della unificazione delle quattro forze. Per unificazione si intende, secondo questa teoria, che le quattro forze, con l’aumentare dell’energia fino a 1018 GeV, si annullano l’una dopo l’altra, cioè non esistono più e si riducono ad una sola, quella gravitazionale. Per esempio, all’energia di 1016 GeV   scomparirebbe il fenomeno di decadimento delle particelle e non esisterebbe né la forza nucleare debole né la forza elettromagnetica, ma si formerebbe solo il legame tra quark e gluoni, quindi la forza nucleare forte. Con lo stesso procedimento si formerebbe la forza gravitazionale, annullandosi quella nucleare forte. Per cui all’energia di 1018 GeV esisterebbe solo la forza gravitazionale, formata probabilmente da particelle di piccolissima intensità.  La trasformazione dell’energia in energia a riposo, secondo questa teoria, si ha quando la resistenza eccessiva agisce sul momento angolare delle parti quantizzate o piccoli corpuscoli di un’onda, perché essi attraversano un altro campo. Tutto ciò che ho descritto nell’articolo, riguardo alla trasformazione dell’energia in energia a riposo, è contenuto nelle formule che seguono, in cui propongo l’aggiunta di due termini nell’equazione già nota ed è da discutere con la comunità scientifica la validità di essi.

Alla velocità della luce una massa si trasforma totalmente in energia.

Per ottenere la trasformazione della massa in energia, secondo quanto ho descritto in precedenza, all’equazione nota bisogna aggiungere alcuni termini: E = (mc2f)/r. Per portare la massa alla velocità della luce, ed ottenere la totale trasformazione in energia, occorre fornire alla massa energia dall’esterno al sistema. Quest’energia aggiunta corrisponde a una forza, la possiamo indicare con f e trasforma l’energia del sistema, che è a riposo, in energia. L’energia aggiunta aumenta l’ampiezza dei pacchetti di cui è fatta la massa, perché ogni particella ha un moto oscillatorio, e di conseguenza dovrebbe aumentare l’intensità di ogni onda che forma i pacchetti. In questo modo il momento angolare con caratteristica descritta in precedenza, di ogni parte quantizzata di ogni onda, che avrebbe valore di una certa intensità e che rappresenta l’energia a riposo, quando raggiunge il valore massimo, per causa dell’energia aggiunta che è una forza, si avrebbe la trasformazione totale dell’energia a riposo in energia. A trasformare l’energia in energia a riposo sarebbe la resistenza, creata da un campo magnetico quando attraversa le parti quantizzate delle onde o la resistenza eccessiva tra parti quantizzate in interazione. Alcuni esempi che ne dimostrerebbero la validità di quanto detto. Un neutrino tau cha ha un’ampiezza abbastanza grande quando attraversa il rivelatore, quindi campo magnetico, si trasforma in particella dotata di massa. Un fotone quando ha ampiezza abbastanza grande e interagisce con una massa la sua energia riceve notevole resistenza per l’elevata intensità e si trasforma in massa. Un elettrone e un antielettrone quando si annichilano, a energia molto elevata, l’energia ottenuta si trasforma in massa, cioè quark e antiquark, a causa della resistenza incontrata dai fotoni prodotti dall’annichilazione.

Per ottenere la massa dall’equazione precedente possiamo ricavare m = ( E r )/( c2 f ) in cui, come detto prima, occorre la resistenza creata da un campo magnetico o dall’interazione con altre onde alle parti quantizzate di ogni onda. La resistenza creata alle parti quantizzate delle onde riduce il momento angolare delle parti quantizzate, quindi si riduce la rispettiva forza elettrica e magnetica e di conseguenza la quantità di moto. Si ottiene in questo modo l’energia a riposo, cioè parti quantizzate con effetto forza ridotto e quantità di moto ridotta con la caratteristica di energia a riposo associata all’energia, cioè parti quantizzate che conservano il momento angolare, quindi forza elettrica e magnetica. Mentre l’energia del campo magnetico agisce sulle parti quantizzate delle onde l’energia indicata con f, essendo al denominatore, deve diminuire. La c2 essendo al denominatore diminuisce con l’aumentare del valore dell’energia a riposo, per cui la velocità dei pacchetti, che rappresentano l’energia a riposo associata all’energia e sono indicati con c2, diminuisce. Infatti, in un neutrino il pacchetto che ha energia a riposo maggiore dell’altro si muove a velocità inferiore a l’altro. Quanto segue serve per spiegare meglio, sia nelle formule che sulle parti quantizzate, le caratteristiche fisiche della resistenza.

Nell’equazione E = ( m c2 f )/r, il termine r rappresenta la resistenza al moto, intorno al proprio asse, di ogni parte quantizzata dell’onda, che diminuisce per causa dell’energia aggiunta. Questo termine è la difficoltà al moto del momento angolare di ogni parte quantizzata, che aumenta con la presenza di campo magnetico tra le parti quantizzate e diminuisce quando viene aggiunta energia alle parti quantizzate che formano un’onda.

Per ottenere l’energia a riposo dall’equazione precedente dobbiamo scrivere: m = ( E r )/( c2 f ), cioè è necessario il termine r sia nella prima che nella seconda equazione. Questo termine conserva lo stesso valore fisico, cioè resistenza, che ha nell’equazione E = ( m f c2 )/r in quanto viene ricavato da questa equazione, quando è presente il campo magnetico aumenta, quando aggiungiamo energia diminuisce. Quindi r rappresenta ancora la resistenza al moto intorno al proprio asse di ogni parte quantizzata dell’onda, causata dall’energia del campo magnetico o altro campo come detto in precedenza, cioè forza dall’esterno che in questo caso aumenta.

 L’energia in fisica è espressa da: E = m c2 per cui l’energia non è altro che la materia ( massa ) in moto, che ha l’effetto di una forza, cioè, ciò che chiamiamo energia è la materia che si muove. Per quanto detto, secondo questa teoria, in modo più specifico, l’energia è l’aumento di velocità ( o intensità ) del momento angolare di ogni parte quantizzata di un’onda. Energia e energia a riposo sono inversamente proporzionali, per cui l’energia a riposo è la diminuzione di velocità (o intensità ) del momento angolare di ogni parte quantizzata. Da quanto detto in precedenza, l’equazione m = ( E r )/( c2 f ) indica che la massa è la materia in moto (  energia) che subisce resistenza, in cui diminuisce la forza del momento angolare di ogni parte quantizzata e quindi il suo moto intorno al proprio asse. Per cui l’energia concentrata, cioè nascosta nella materia, descritta dalla fisica, sarebbe la diminuzione di velocità della materia. Quando un fotone si accoppia con le oscillazioni sonore (fonone), formando una quasiparticella, diminuisce di molto la sua velocità rispetto a quella della luce e si trasforma in elevata energia a riposo. Questo esempio indica che i fotoni si trasformano in energia a riposo, in alcune circostanze, allo stesso modo come le altre particelle. Al contrario di ciò che afferma il meccanismo di Higgs, cioè, che esso conferisce energia a riposo a tutte le particelle elementari tranne al fotone. Il fotone quando è di grande ampiezza e non interagisce con nessun campo non si trasforma in energia a riposo, ha energia a riposo nulla. Se ci fosse il campo di Higgs, che permea l’Universo in ogni istante, dovrebbe trasformarsi in energia a riposo, come tutte le altre particelle, al momento della sua comparsa perché, per quanto detto prima, in alcune circostanze si trasforma in energia a riposo. Per cui, secondo questa teoria, il campo di Higgs che permea l’Universo non esiste. Il motivo per cui il fotone non ha massa e le altre particelle elementari hanno massa è perché sono una derivata del fotone per causa della resistenza e dell’ampiezza di energia.

Descrivo in breve e con la massima chiarezza quanto appena detto. Quanto più diminuisce la velocità di un pacchetto di energia tanto più aumenta la sua energia a riposo, è il caso a confronto tra essi dei due pacchetti di un neutrino. Per un principio fondamentale della fisica, per diminuire la velocità del pacchetto occorre una forza dall’esterno, questa forza dall’esterno è la resistenza eccessiva subita da esso durante l’interazione a causa della sua elevata ampiezza. Per cui è la resistenza eccessiva, dovuta all’ampiezza elevata di energia del pacchetto, a trasformare l’energia in energia a riposo che è la diminuzione di velocità di esso. L’equazione E = mc2 indica che energia e massa sono due aspetti diversi della stessa cosa, cioè stessa materia, la massa si trasforma in energia, che è l’aumento di velocità, e l’energia si ritrasforma in massa che è la diminuzione di velocità a causa della resistenza, lo dimostra questa equazione: m = E/c2. La materia alla velocità massima si dispone sotto forma di onde quando è soggetta a un dipolo elettrico oscillante, quindi campo elettrico e magnetico, con il diminuire della velocità, a causa della resistenza, si dispone sotto forma di particella se è sotto forma di onde.

Questa equazione m = E/c2 dimostra quanto detto in precedenza, riguardo alla trasformazione dell’energia in energia a riposo.

Egidio Gerundino (egidiogerundino@gmail.com)